GENNARO RIGHELLI DIEDE VOCE AGLI ATTORI di Fernando Popoli – Numero 20 – Marzo-aprile 2021 – Ed. Maurizio Conte

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GENNARO RIGHELLI DIEDE VOCE AGLI ATTORI

 

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nato a Salerno nel 1886 e figlio di un napoletano. Il padre era un attore dialettale e da lui fu influenzato per la sua scelta di vita, così, a sedici anni, cominciò a recitare nella sua compagnia facendosi le ossa sul palcoscenico. 

Affascinato dalla nuova arte, il cinema, si trasferì a Roma ed iniziò a lavorare per la Cines, per la quale riuscì ad ottenere l’incarico di regista del film La fidanzata di Messina, che ebbe un buon riscontro al botteghino ed inaugurò la sua carriera cinematografica. A questo film seguirono Giovanna la pallida e Povera Dora!. Passò poi alla Vesuvio Films, per la quale diresse altre pellicole, lavorando anche come attore.

 

Agli inizi degli anni Venti, a seguito della crisi del cinema in Italia, 

Righelli si trasferì in Germania insieme all’attrice Maria Jacobini, 

molto affermata in quegli anni, che diventò poi sua moglie.

 

Righelli, bell’uomo, elegante, era sensibile al fascino femminile e piaceva alle donne. In Germania fondò la casa cinematografica Maria Jacobini-Film GmbH e diresse alcuni dei suoi migliori film. Tra questi, ricordiamo Le rouge et le noir ed Il presidente di Costa Nueva, che ebbero un gran successo in tutta Europa, interpretati dal grande attore russo naturalizzato francese Ivan Mozžuchin.   

 

Tornato in Italia, riprese a lavorare nel periodo fascista, ma non fu mai influenzato dall’ideologia corrente, conservando completa autonomia di pensiero.

Poi la Cines di Stefano Pittaluga lo chiamò e gli dette l’incarico di girare 

il primo film sonoro della storia del cinema italiano,

 

in grave crisi da quando gli americani avevano cominciato a produrre film parlati dopo il grande successo de Il cantante di jazz di Alan Crosland. Il film fu La canzone dell’amore, tratto da un’opera di Luigi Pirandello, In silenzio, con Dria Paola, Isa Pola ed Elio Steiner, attori molto popolari, conosciuti ed apprezzati dal pubblico.   

 

Era il 1930, si apriva la strada del cinema sonoro in Italia e Righelli fu il primo ad affrontare questa meravigliosa avventura cinematografica. In concomitanza con la commissione di tale film, la Cines ne aveva affidato uno anche ad Alessandro Blasetti, le cui riprese furono terminate contemporaneamente, ma quello di Righelli fu fatto uscire prima nelle sale per la maggiore stima che si aveva in lui. 

La canzone dell’amore, com’era prevedibile, incantò il pubblico, la storia abbastanza melodrammatica commosse e meravigliò per l’innovazione tecnica. Il brano musicale Solo per te Lucia, di Cesare Andrea Bixio, era il leitmotiv del film che fu cantato da tutti.

Negli anni successivi si consolidò il successo di Righelli, 

che diresse il grande attore siciliano Angelo Musco


in
Pensaci Giacomino!, Lo smemorato e Gatta ci cova. Nell’immediato dopoguerra continuò il suo lavoro altamente professionale e girò Abbasso la miseria!, con la grande Anna Magnani, Abbasso la ricchezza!, ancora con Anna Magnani e Vittorio De Sica, e Quei due, con Eduardo e Peppino De Filippo.

 

La sua fama di professionista scrupoloso, narratore attento ai modelli sociali 

della piccola e media borghesia, era ormai consolidata

 

e ci ha lasciato a conferma del suo talento una filmografia interessante, specchio di un’epoca e testimonianza del cinema italiano. 

I suoi nipoti Luciano e Sergio Martino, figli di Lea Righelli, l’uno produttore e regista, l’altro regista, hanno continuato la tradizione di famiglia con grande professionalità. Luciano, scomparso da otto anni, ha prodotto oltre cento film ed è stato il pigmalione dell’attrice Edwige Fenech. Sergio ha diretto circa settanta film, passando con maestria dalla commedia al giallo, dal comico al drammatico, dimostrando indiscutibili capacità narrative.

 

La città di Roma ha omaggiato la figura di questo regista dedicandogli una strada, 

Via Gennaro Righelli, ubicata nel III Municipio. A fianco a lui, in buona compagnia, 

si trovano Via Roberto Rossellini, Via Luigi Pirandello, Via Ave Ninchi, 

Via Giovanni Verga ed altri illustri rappresentanti 

della cultura e del cinema italiano.

 

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