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L’OPERA DI KEZIAT di Alessandro Gaudio – Numero 6 – Ottobre 2016

Keziat-I sogni fanno volare
cat-arte
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Alessandro-Gaudio
L'opera-di-keziat-C

L’opera di Keziat − pseudonimo di Kezia Terracciano, artista nata a San Severo, vicino Foggia, nel 1973 −1allestisce uno spazio multidimensionale suscettibile di infinite misurazioni, ma all’interno del quale possono vigere, mi sembra, le regole del pensiero simmetrico.2

L’OPERA DI KEZIAT

OndeFineP
Keziat-Navigando-nella-memoria(2015)
Keziat-Attraverso-il-monitor

 Qui, l’aspetto originario e quello spostato (di cui soventemente ha parlato chi si è occupato della produzione di Keziat) sono trattati come identici

(se x è parte di y allora, simmetricamente, y è parte di x). Il riferimento primo è alla logica del tardocapitalismo (rappresentata nelle teste a forma di monitor o di scatola, nelle strade che attraversano alberi e palazzi, negli oggetti e negli edifici antropomorfi, nei grattacieli deformati, nei giardini attraversati da strani pesci volanti e da figure femminili scomponibili), cui fa da cornice una logica seconda, inconscia, che quasi immediatamente si sostituisce alla realtà esterna.

Questo secondo spazio è pieno di cose vissute dall’uomo (pensieri, emozioni, azioni mentali) ed è soggetto a regole bi-logiche.

Quelle aristoteliche, infatti, rappresentano soltanto una parte della verità della mente dell’uomo; nello spazio secondo approntato da Keziat trova posto anche ciò che è rimosso: quel qualcosa, cioè, che è tenuto fuori dalla coscienza o dal ricordo.

L’accesso nella coscienza di un contenuto del sistema inconscio è intrinsecamente impossibile: eppure, Keziat, con la sua penna, gioca su questa incapacità,

perorando artisticamente la strenua necessità di uno sforzo vano e di uno spazio asimmetrico, vale a dire cosciente, che in sé non può contenere ciò che cosciente non è. Tavole come I sogni fanno volare e fanno rumore (opera composta da venti tele del 2014; fig. 1) o Nuotando nella memoria (dell’anno successivo e appartenente, come la precedente, alla serie denominata Hybrids e al corrispondente nuovo progetto espositivo, partito proprio quest’anno; fig. 2), ma già Attraverso il monitor (del 2012; fig. 3) e molte altre realizzate precedentemente, sono il risultato della relazione che Keziat è riuscita a stabilire tra quell’immensa base simmetrica, che poi è la vera realtà psichica, e la nostra capacità di conoscenza, espressione del modo di essere asimmetrico.

Per ciascuno di noi è impossibile incontrare tanto l’essere simmetrico quanto quello asimmetrico; incontriamo, però, il pensiero simmetrico e il pensiero asimmetrico, manifestazioni indirette di quello spazio dell’essere che possiamo soltanto dedurre o inferire.

È come se Keziat, nei suoi disegni su carta e tela (pieni di apparecchi televisivi, connessioni, stringhe, antenne e cablaggi), immaginasse ciò che immaginare non si può, ricoprendo le manifestazioni simmetriche inconsce di un rivestimento in grado di particolarizzare e, dunque, di limitare la smisurata realtà dei fenomeni umani.

Così, attraverso le sue composizioni, l’artista pugliese traduce l’inconscio di un capitalismo ormai all’ultimo stadio, rende consci i meccanismi inconsci e ineffabili del nostro essere, dando vita a un composto contraddittorio,3 permanente mescolanza di relazioni simmetriche e asimmetriche,

in grado di mettere in crisi il modello di un mondo interamente dischiuso dalla razionalità e regolamentato sin nei minimi dettagli. Lo mette in crisi servendosi di uno stile popolare, contaminato dai diversi linguaggi di cui si serve, adattissimo per descrivere quella condizione agghiacciante, stralunata e post-umana che tanto somiglia alle nostre esistenze alienate.

1 Dal 1998, anno in cui consegue la laurea all’Accademia di Belle Arti di Foggia, Keziat ha presentato i suoi lavori, i suoi fumetti, le illustrazioni, le installazioni e le sue performance dal vivo in tutto il mondo: indico in ordine sparso le mostre e le presentazioni tenute a Venezia, Roma, Parigi, New York, Hong Kong, Amsterdam, Porto, San Francisco, Chicago, Los Angeles, Washington, Firenze, Milano, Toronto, Lubiana, Lussemburgo, Singapore e Kuala Lumpur. Molte altre informazioni sull’eclettica artista pugliese e sulla risonanza internazionale della sua opera sono reperibili al seguente URL: www.keziat.net.
2 Sull’argomento si veda almeno I. Matte Blanco, L’inconscio come insiemi infiniti. Saggio sulla bi-logica [1975], trad. di P. Bria, Torino, Einaudi, 1981.
3 Contraddizione che è percepibile perfino nei titoli di alcune opere, come Connessi e disconnessiUpside downIrrealtà quotidianaLa casa che cammina sulle altra caseIl pensiero solidoIl pensiero liquido e tanti altri.