L’ECO DEL MOLISE LE CAMPANE DELLA PONTIFICIA FONDERIA MARINELLI di Sergio Spatola – Numero 3 – Gennaio 2016

cat-storia
cat-arte
E-risuona

L’ECO DEL MOLISE
LE CAMPANE DELLA PONTIFICIA FONDERIA MARINELLI

 

simbolo8

Non è strano che Antonio Pascale abbia scritto “che il Molise si deve essere vendicato di quell’abbandono. Con le campane. Quell’eco è appunto del Molise che risuona in tutto il mondo”.

Peso, spessore e circonferenza sono le variabili che creano il timbro della campana, rapporti definiti per la prima volta da Diderot nell’Encyclopédie e che ancora oggi sono capisaldi della “scala campanaria”.

Tanto importanti sono le campane della Pontificia Fonderia che risuonano dalla Torre di Pisa, dal Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, dall’Abbazia di Montecassino, dalla Cattedrale di Buenos Aires.
Ne sono state commissionate e benedette da numerosi pontefici, quali Pio IX, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II Benedetto XVI e Francesco. Ne è stata commissionata, da ultimo, una di ben 850 kg di bronzo puro per Expo 2015.
Per una campana a regola d’arte occorrono molti mesi di lavorazione e diversi passaggi, tutti fondamentali.
Si passa dalla creazione dell’“anima” in mattoni alla copertura di questa con strati di argilla, con l’ausilio di una guida in legno. Sull’argilla – adatta a resistere all’azione erosiva del bronzo liquido durante la colata – vengono riportate le decorazioni e iscrizioni in cera – tra i quali lo stemma pontificio di cui i Marinelli si possono fregiare dal 1924 – così da arrivare alla creazione della falsa campana.
Falsa, perché si tratta di uno stampo da cui verrà ottenuto il negativo (il mantello), sovrapponendo altri strati di argilla lasciati essiccare tra un’applicazione e l’altra. 
Durante la fase di essiccazione, eseguita con carboni ardenti, la cera di cui sono costituiti i fregi si scioglie venendo assorbita dall’argilla (procedimento a cera persa) così da consentire di sollevare il mantello – nel quale restano impresse in negativo le decorazioni ed iscrizioni – e di liberare l’“anima” della campana.
A questo punto il mantello viene ricollocato sull’anima così da creare lo spazio vuoto in cui verrà colato il bronzo liquido (78 pari di rame e 22 di stagno).

Ed ecco arrivare la parte più suggestiva e religiosa della creazione: il mantello sotterrato in una fossa in corrispondenza dei forni, viene riempito dal bronzo liquido il quale, una volta raffreddato, viene liberato dando vita alla campana.

Questo ed altro si può osservare facendo visita alla Pontificia Fonderia Marinelli, dove, fatta una visita al suggestivo museo in cui sono conservati reperti antichissimi – come l’edizione olandese del 1664 del “De tintinnabulis”, vera e propria “Bibbia” dell’arte campanaria – e testimonianze fotografiche e campane commemorative, si può assistere, nella sala della Fonderia, ad un “concerto” di campane, previsto anche per commemorare il disastro avvenuto nel Terremoto del Molise del 2002.

Da trenta generazioni, dunque, i Marinelli si trovano ancora dove gli avi hanno impiantato il nucleo produttivo della fucina che oggi è divenuto un museo sotto la spinta della nomina, da parte dell’UNESCO, di “patrimonio dell’umanità”.

Copyright – La Nobilità del Fare – Acqua di Parma

E’ facile dimenticare un Sud così produttivo nell’odierno caos mediatico privo di approfondimenti. Myrrha vuole invece preservare e custodire questa memoria perché, come i rintocchi delle campane create dalla famiglia Marinelli, possa ricordare con eco costante, l’immenso giacimento culturale e artistico del Mezzogiorno.

Neanche la dominazione tedesca ha fermato questa famiglia, costretta ad abbandonare la Fonderia – divenuta Pontificia nel 1924 ad opera di Papa Pio IX -, nel frattempo trasformata all’uopo in fucina di creazione di armi da guerra.
La passione di una generazione di campanari si può “toccare con mano” andando a trovare la famiglia Marinelli nella fucina, ove la tecnica di creazione della voce angelica è rimasta immutata.
I Marinelli vi diranno che per la riuscita di una buona campana, è fondamentale attenersi a regole e misure ben precise, da secoli e secoli. Un suono che può essere deciso in fase di progetto e adattato alle esigenze del cliente.

cat-economia
Sergio-Spatola-Celeste

 

image_print

About the author: admin