GIUSEPPE MASELLA LA FONDAZIONE DELLA BANCA DI LUCANIA numero 34 dicembre 2025 ed. maurizio conte

 

cat-economia
cat-cultura

 

GIUSEPPE MASELLA LA FONDAZIONE DELLA BANCA DI LUCANIA

 

Il giornale socialista La Squilla lucana apriva il numero del 20 aprile 1902 titolando: Il processo della banca di Avigliano. In cronaca veniva riportata la sentenza di fallimento dell’istituto aviglianese. Ai primi del ‘900 quasi tutto il sistema creditizio lucano rovinò bruciando i depositi di migliaia di risparmiatori. Numerosi di quegli improvvisati banchieri (rentiers, membri del ceto civile) invece cedettero parte del loro asse patrimoniale al Banco di Napoli a saldo dei loro debiti ipotecari.

 

Quella crisi rivelò dinamiche di modernità e cambiamenti: lento rinnovo del ceto politico che aveva gestito i decenni postunitari; apertura dello spazio regionale ad una presenza più matura del capitalismo bancario.

 

Di alcuni di quei mutamenti Giuseppe Masella (1888-1988) fu pioniere ed animatore instancabile. Figlio di un dinamico imprenditore edile frequentò l’istituto tecnico di Melfi. Qui entrò in contatto con la sez. socialista diretta dagli Intransigenti. Conseguito il diploma di geometra vinse il concorso al Banco di Napoli. Trasferito a Potenza frequentò gli ambienti del socialismo riformista. Con i fratelli fondò il giornale Il popolo lucano che schierò su posizioni riformiste facendolo diventare ponte tra socialisti, radicali massoni, liberali, i quali nel 1912 dettero vita alla prima e unica Giunta comunale bloccarda a Potenza.

Con un occhio al trinomio denaro-merce-denaro e con l’altro al cooperativismo di Camillo Prampolini creò una significativa rete di coopertive di consumo, ben presto trasformata in Federazione di cui assunse la presidenza.

 

Nel primo dopoguerra le coop collocarono nell’asfittico mercato lucano generi alimentari a prezzi calmierati sostituendosi alle inefficienti istituzioni locali. In simili circostanze Masella rivelò indubbie doti manageriali. 

 

D’intesa con i più influenti Fratelli della R.L. Mario Pagano, nella quale era iscritto anche lui, Masella negoziò e sottoscrisse un accordo per la fondazione di un nuovo istituto bancario. Nasceva così il 7 giugno 1924 la Banca di Lucania. 

 

Grazie all’apprendistato nella Federazione delle Coop, all’esperienza maturata nel Banco di Napoli come impiegato, gli venne affidata la DG del neonato istituto di credito. Dopo qualche anno dal suo avvio la BDL acquisì la SEM dal fallimento del gruppo nazionale Scaramella Manetti & C inserendosi così nel ricco settore delle esattorie. In dote la BDL ricevette 22 uffici esattoriali presenti in altrettanti Comuni e che si trasformarono in sportelli bancari. Ciò consentì alla BDL una lenta ma sicura espansione sul territorio.

Qualche anno dopo l’operazione SEM la BDL rilevò la SALA sull’orlo del tracollo. Questa industria di laterizi accompagnò con i suoi mattoni e le sue tegole fin quasi agli anni ’70 del ‘900 il selvaggio sviluppo edilizio di Potenza.

 

Nel corso dei decenni Masella e il board della BDL dettero vita a iniziative di microcredito rivolte alla piccola e media borghesia urbana per venire incontro a necessità familiari e ad esigenze domestiche. 

 

L’apertura di linee di credito verso imprese edilizie, artigiane, commerciali e agricole si fondò su una sorta di “etica” fra prestiti e loro restituzione.
L’auspicato e raggiunto equilibrio tra policy aziendale e manageriale da un lato e la natura fiduciaria della “banca vicino a te” nella seconda metà del ‘900 ha posizionato la BDL al secondo posto dopo il Banco di Napoli nella trama regionale.
Oggi essa fa parte del gruppo Banca Intesa.

 

 

 

 

simbolo-palline-azzurre

Tommaso Russo

 

image_print

About the author: admin