LA GAIOLA, AMATA DAL VENTO E DA NORMAN DOUGLAS di Aurora Adorno – N.20 – Marzo-Aprile 2021 – Ed. Maurizio Conte

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LA GAIOLA, AMATA DAL VENTO E DA NORMAN DOUGLAS 

 

 Stelle al Sud

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Il celebre romanziere inglese l’aveva trovata la sua casa, in quel della Gaiola, una piccola isola che chiamò “Nepente”, come il succo di quella pianta che se estratto e bevuto fa scordare ogni umano dolore e tormento. Un anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, egli scelse di chiudere il cerchio della sua vita nella piccola cava della costa di Posillipo,

 

ammaliato dal vento meridionale chiamato “scirocco” che, 

come lui stesso scrive in Vento del Sud


(celebre romanzo pubblicato a Londra nel 1917), modifica il comportamento degli uomini, in particolare degli anglosassoni, orientandoli verso una sorta di follia. 

 

“Era un posto aereo, sospeso fra terra e cielo. Qui, si può trovare ancora la pace lontano dal mondo, qui si possono raccogliere le cose che ci sono rimaste e passare le ore sognando, ispirando l’inebriante profumo dei pini e ascoltando quella loro melodia teocritea, che non è propriamente un sussurro, ma un quasi impercettibile respiro: musica d’estate”, scrive.

 

L’isola sorge nel Parco sommerso della Gaiola, area protetta che dal borgo 

di Marechiaro si estende fino alla Baia di Trentaremi.  


Egli preferì l’abbraccio del sole, il profumo dei fiori ed il colore dei frutti alla sua patria Inghilterra, trovando rifugio sull’isola detta un tempo Euplea, protettrice dei navigatori.  

 

Il nome Caiòla o Gaiòla, deriva dal modo in cui i ruderi di origine romana sono posizionati, ovvero a forma di gabbia, in napoletano cajòla. Gli antichi resti appartenevano ad una villa costruita nel 1874 da Luigi de Negri e che poi nel 1910 divenne del senatore Paratore. Nel cuore della Gaiola si trova la villa detta “maledetta”, composta da roccia, pietra e tufo sormontati da una costruzione che si rispecchia, come una dea vanitosa, nel mare cristallino.

 

Meta turistica incantevole e misteriosa, l’area marina protetta 

ospita nel suo fondale reperti archeologici, 

animali e vegetali colorati,

 

che aprono al visitatore le vie del mare in itinerari snorkeling e diving, un paradiso sommerso in cui la natura appare all’uomo rivelata nella sua bellezza.  

 

Dall’ingresso della Grotta di Seiano in via Coroglio si accede al Parco Archeologico del Pausilypon, dal quale è possibile ammirare i resti della fastosa villa di Pollione, sul promontorio che domina la baia di Trentaremi, per giungere infine alla Gaiola. 

Luoghi questi che furono apprezzati già al tempo dei Romani, dai senatori e da ricchi cavalieri che dal I sec. a.C. vi costruirono le loro eleganti residenze. Discendendo un’area rocciosa, una lunga rampa di scale si apre ad una bella spiaggia libera in cui il mare trasparente infrange le sue onde accarezzato dal quel vento di scirocco tanto amato da Norman Douglas.

 

Lo scrittore non fu l’unico a subire il fascino della Gaiola: 

 

negli anni Venti venne acquistata dal celebre medico Hans Braun, in seguito fu del commerciante di profumi Otto Grunback, poi del barone tedesco Karl Langheim, di Gianni Agnelli e del magnate americano Paul Getty, adesso di proprietà della Regione Campania.  

 

Luogo di culti e leggende: tra lo scoglio di Trentaremi e gli isolotti pare che Virgilio abbia tenuto una scuola di magia, tanto che i ruderi posti alla punta estrema del promontorio vengono chiamati “Scuola di Virgilio” o “Casa del mago”.

Si dice che durante le notti di plenilunio la Carrozza Anfibia di un mago, 

l’illuminista Raimondo di Sangro Principe di Sansevero, 

appare all’orizzonte stregando le onde del mare. 


La leggenda narra anche che nel 1600 essa fosse abitata da un eremita soprannominato Lo Stregone, che viveva delle offerte dei pescatori. Un’alchimia di elementi ispirò la fantasia dello scrittore a creare l’isola Nepente appunto, situata in un luogo immaginario tra la Sicilia e l’Africa, in cui personaggi della 
Belle Époque vissuti nella Capri dei tempi si intrecciano in uno scambio di dialoghi e storie.

 

“L’isola sembrava galleggiare sulle onde come un candido uccello marino, 

un uccello marino o una nuvola”.  

 

La frase tratta da Vento del Sud è stata incisa su una piccola mattonella di ceramica e posta sulla facciata del Bar Funicolare di Capri per rendere omaggio a quell’inglese che all’isola aveva portato fama e fortuna. Gaiola isola d’incanto, mistero e magia, che con i suoi colori e le sue storie incanta la bella Napoli e la Costa di Posillipo, meta incontaminata, lontana dal frastuono della nostra civiltà.  

 

Citando Henry David Thoreau: “Ai nostri giorni quasi ogni cosiddetto miglioramento a cui l’uomo possa por mano, come la costruzione di case e l’abbattimento di foreste e alberi secolari, perverte in modo irrimediabile il paesaggio e lo rende sempre più domestico e banale”. 

E alla Gaiola non vi è niente di domestico, né di banale… 

 

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